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Giappone insolito: Takamatsu

Uno dei tanti vantaggi di vivere in una grande metropoli multietnica – nel mio caso Berlino – è che si ha la possibilità di conoscere persone provenienti da tutto il mondo. Persone che ho ospitato, durante le mie vacanze, a casa mia in Toscana. Persone che a loro volta mi hanno ospitato nelle loro città di origine o in altri paesi dove poi si sono trasferiti. Sono stata da Davide a Ostuni, da Irene a Bruxelles, da Audun a Oslo.

E sono stata da Mako in Giappone, un mio sogno nel cassetto da quando, da bambina, leggevo i Manga e guardavo i cartoni animati giapponesi (eh si, sono figlia degli anni 80). Impossibile poter descrivere l’intero viaggio, durato quasi un mese, in un solo articolo: un percorso partito da Tokio e proseguito in moltissime altre città, toccando anche le isole di Okinawa e Ishigaki.

Io sotto il futon

In questo articolo vi parlerò di Takamatsu, una meta turistica molto conosciuta dai giapponesi ma meno dai turisti provenienti da altri paesi. Un Giappone alternativo insomma. Arriviamo a Takamatsu da Kioto e alloggiamo in un tipico appartamento giapponese: i futon stavano in un armadio e li abbiamo srotolati poi la sera in quello che era il soggiorno.

Ripeto, per un’appassionata di cartoni e manga giapponesi come me un sogno. Così come il doverci lavare nei bagni pubblici locali, visto che l’appartamento era solo dotato di un piccolo bagno con toilette ma niente doccia. L’esperienza dei bagni pubblici giapponesi è stata unica: dovevamo partire la sera, muniti di asciugamani, tinozze e sapone per andare nei bagni pubblici locali. Assolutamente niente di turistico: eravamo gli unici non del luogo, nessuno parlava inglese, ci capivamo a gesti. Questo è una caratteristica dei miei viaggi: ricercare sempre le mete o i posti meno turistici in assoluto.

Ma perchè visitare Takamatsu? Beh noi volevamo visitare il giardino Ritsurin, considerato uno dei giardini più belli di tutto il Giappone. Composto da stagni e piccole montagne, quando si entra c’è davvero un’atmosfera silenziosa e magica. Io ho poi avuto la fortuna di visitarlo durante il periodo dell’Hanani, quello dei ciliegi in fiore e nel giardino ne ho potuto ammirare diversi esemplari. Al centro del giardino, si trova anche una sala da thè.

Tuttavia questo stupendo giardino non è l’unico motivo per cui abbiamo visitato Takamatsu. Il mattino seguente abbiamo preso un traghetto e, dopo circa un paio d’ore, siamo approdati sull’isola di Naoshima, chiamata anche l’isola degli artisti – considerata una sorta di museo a cielo aperto di arte contemporanea.

Dettagli di un giardino di Naoshima

In quest’isola tutto è arte, ci sono atelier ovunque e tutti i locali sono tappezzati da poster coloratissimi, persino i vasi nei giardini sanno di arte. Pernottare sull’isola di Nahoshima è molto costoso, quindi se volete risparmiare un po’ e comunque visitare una cittadina viva e interessante, vi consiglio di pernottare a Takamatsu come abbiamo fatto noi. Piccola curiosità culinaria, ecco cosa mangiare a Takamatsu: la specialità della città sono gli Udon, gli spaghettoni giapponesi che si possono gustare in ogni ristorante o bar.

Il giorno seguente abbiamo poi proseguito per Onomichi, altra meta conosciutissima dai giapponesi e famosa per l’ottimo ramen, gli spaghettoni in brodo tipici del giappone. Ma questa è un’altra storia.

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